Cinema Santo Spirito


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GIOVEDI 12 FEBBRAIO ORE 21,00
RASSEGNA TENGO FAMIGLIA




PATERNAL LEAVE
Un film di Alissa Jung.
Con Juli Grabenhenrich, Luca Marinelli, Arturo Gabbriellini, Gaia Rinaldi.
Genere: Drammatico
Durata: 113 min.


TRAILER



Presentato al Festival di Berlino 2025.
Paternal Leave è stato presentato anche al Bellaria Film Festival.
Le riprese del film si sono svolte a Dessau-Roßlau, in Germania, in particolare nella zona della stazione ferroviaria, oltre alle città della costa adriatica dell'Emilia-Romagna come Cesena, Ravenna, Marina Romea, Comacchio.

Un tenero ed energico ritratto, non privo di poesia, di un rapporto padre e figlia tutto da costruire.
È un coming of age energico, insieme tenero e rabbioso Paternal Leave, film che segna il debutto dietro la cinepresa di Alissa Jung, moglie di Luca Marinelli.
Si svolge sulle desolate spiagge della riviera romagnola, immerse nell’atmosfera silenziosa e invernale.
Sola, arrabbiata e in cerca di risposte, una ragazza tedesca decide di intraprendere un viaggio nella riviera romagnola per incontrare il padre biologico che non ha mai conosciuto. Il loro primo incontro è un turbinio di emozioni, carico di domande irrisolte, desiderio di appartenenza e tensioni accumulate nel tempo.



VENERDI' 13 FEBBRAIO
ORE 21,00

SABATO 14 FEBBRAIO
ORE 21,00

DOMENICA 15 FEBBRAIO
ORE 18,00 - 21,00

LUNEDI' 16 FEBBRAIO
ORE 21,00

DUE PROCURATORI
Un film di Sergei Loznitsa.
Con Aleksandr Kuznetsov (IV), Anatoliy Belyy, Dmitrijus Denisiukas, Aleksandr Filippenko.
Genere: Drammatico
Durata: 110 min.

TRAILER


Due procuratori è il perfetto titolo del nuovo film di Sergei Loznitsa, importantissimo cineasta post-sovietico che solitamente lavora sui materiali d’archivio, spesso genialmente rielaborati. Stavolta, però, siamo di fronte a un film di finzione ispirato a un racconto di Georgij Demidov. E tale racconto ci porta nel cuore oscuro dello stalinismo, analizzato con uno sguardo da entomologo che rimanda ai documentari di questo grande artista.
Il ritorno alla finzione di Sergei Loznitsa: l’odissea legale di un giovane avvocato idealista per denunciare i crimini dell’NKVD nell’URSS staliniana. Glaciale nella sua apparente semplicità, kafkiano e mefistofelico, in concorso a Cannes.
A partire da un romanzo di Georgy Demidov, fisico che ha scontato diciotto anni di ingiusta prigionia, il regista sviluppa il film di cui l'esito della vicenda è scontato, ma questo non è un problema: un’altra risoluzione non era possibile, e l'intento di Loznitsa, che parla chiaramente del passato perché le suocere del presente intendano.


MARTEDI 17 FEBBRAIO SERATA EVENTO
OCCASIONE UNICA NON MANCATE

Frutto di impegnativa ricerca del prof. Carlo Magri torna alla luce una pellicola sconosciuta del 1936 del regista Herbert Maisch, che parla della corte Estense, una divertente commedia in costume con intermezzi musicali.
Il film, prodotto dall'
UFA, celebre casa di produzione di regime, fu girato fra febbraio e aprile 1936 e presentato nell'estate dello stesso anno sugli schermi tedeschi. In seguito fu distribuito in tutta Europa, negli Stati Uniti (1937) e in Giappone (1939). In Italia il film non fu mai proiettato, ma nel 1940 fu realizzata una versione dal titolo omonimo ambientata a Firenze e ispirata all'operetta di Franz von Suppé e diretta da Marcello Albani. Solo nel settembre 2025 è stata presentata, in anteprima italiana, la sequenza di apertura presso il teatro '900 di Tresigallo.
Ferrara, corte del duca Cesare d'Este, fine del XVI secolo. Petruccio è alle dipendenze della corte e nel contempo scrive novelle a sfondo erotico firmandosi "Boccaccio", in ricordo del Decameron boccaccesco. Le novelle si ispirano a storie d'amore realmente accadute nella città estense.
Il film si svolge alla corte di Cesare d'Este, che fu duca di Ferrara per pochi mesi tra il 1597 e il 1598, non venendo però mai riconosciuto dal pontefice
Clemente VIII che gli fece subire la devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio. La vicenda storica comunque interessava poco al regista che volle ambientare Boccaccio in un'epoca non ben definita, in una Ferrara completamente ricostruita negli studi di Neubabelsberg di Berlino, con particolari architettonici di pura fantasia disegnati dal celebre scenografo Otto Hunte, già collaboratore di Fritz Lang. Il film, in accordo con lo stereotipo tedesco del Rinascimento italiano, mescola architetture neogotiche, arredi neoclassici e costumi ispirati alla pittura di almeno tre secoli, statue animate (la Giustizia che strizza l'occhio allo spettatore) e numeri di ballo più hollywoodiani che rinascimentali.

FILM IN LINGUA TEDESCA ANTICA CON SOTTOTITOLI ITALIANI
INGRESSO LIBERO



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