Cinema Santo Spirito


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Programma

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DA VENERDI' 25 A LUNEDI' 28 MAGGIO



L'ISOLA DEI CANI

Un film di Wes Anderson
Genere: Animazione
Durata: 101 min.


TRAILER

VENERDI'
ORE 21,00

SABATO
ORE 20,30 - 22,30

DOMENICA
ORE 21,00

LUNEDI'
ORE 21,00

Nel 2037 il Giappone è sotto la dittatura del sindaco Kobayashi che, in seguito ad una epidemia di influenza canina, decide di isolare tutti i cani del Giappone su un'isola discarica. Anni dopo su quest'isola atterra un biplano a motore su cui si trova un bambino, Atari Kobayashi, il nipote del sindaco, venuto sull'isola per cercare il suo cane Spots. In questa ricerca Atari sarà aiutato da cinque cani dimenticati da tutti.
Nella letteratura di genere, un racconto di questo tipo si chiama "not too distant future tale", ovvero una storia ambientata in un mondo non troppo lontano dal nostro. Si tratta di allegorie con frequenti funzioni di ammonimento, che enfatizzano ed esagerano una tendenza in atto nella società contemporanea per osservare che cosa accadrebbe se diventasse prevalente.

Il texano Wes Anderson alla fine degli anni 90 si è imposto al mondo con Rushmore come uno degli alfieri del cinema indipendente americano.
Nel corso degli anni 2000 ha sfornato una serie di gioielli che hanno abituato il pubblico di tutto il mondo a una narrazione di simmetrie, colori pastello, musica vintage, personaggi borderline e grandi sentimenti. Con il suo stile particolare, estremamente riconoscibile, preciso fino ad essere maniacale si dimostra continuamente come uno degli autori contemporanei più coraggiosi e attenti alla forma. L'isola dei cani, film molto atteso che ha vinto l'Orso d'argento per la regia al Festival di Berlino 2018(di cui era anche film d'apertura), arriva dopo il successo mondiale di critica e pubblico di Grand Budapest Hotel e segna un coraggioso ritorno all'animazione in stop motion dopo Fantastic Mr. Fox.
Coraggioso perché è un film animato non esattamente per bambini, o meglio: molto adatto ai bambini, ma anche adatto agli adulti, perché ha una narrazione parecchio più complessa di quella di un normale film d'animazione. Innanzitutto i personaggi umani parlano in giapponese, ad essere doppiati sono solo i cani (come viene spiegato all'inizio è perché poche persone al mondo parlano la lingua dei cani); inoltre ogni cartello o didascalia (compresi i titoli di testa) è anch'esso in giapponese sottotitolato.
I problemi non si risolvono, per il bene comune, ma si eliminano nella maniera più semplice: l'imperfezione, la non funzionalità sono colpe inammissibile nel futuro distopico descritto da Anderson e che a tratti richiama, tristemente e per diversi aspetti, la nostra contemporaneità. Politica, ambientalismo, emarginazione, difficoltà dell'affetto familiare, amicizia e amore: sono tanti i temi più o meno "caldi" toccati dal film di Anderson.
La dicotomia tra il mondo degli adulti e quello dell'infanzia (di cui i cani si fanno protettori) è quasi di reminiscenza dahaliana: gli adulti sono ritratti come corrotti dal potere, mentre i bambini si rivelano coerenti e incorruttibili.





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