Cinema Santo Spirito


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Programma

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PROGRAMMAZIONE DA GIOVEDI' 25 APRILE
A MERCOLEDI' 1 MAGGIO


UN'ALTRA VITA - MUG (PRIMA VISIONE)
Un film di Malgorzata Szumowska

Con: Mateusz Kosciukiewicz, Agnieszka Podsiadlik, Malgorzata Gorol, Anna Tomaszewska

Genere: Drammatico
Durata: 91 min.

TRAILER

GIOVEDI' 25 APRILE
ORE 21,00

VENERDI' 26
ORE 21,00

SABATO 27
ORE 20,30 - 22,30

DOMENICA 28
ORE 21,00

LUNEDI' 29
ORE 21,00

MARTEDI' 30
ORE 21,00

MERCOLEDI' 1 MAGGIO
ORE 21,00



Un'altra vita - Mug (Twarz) è un film diretto da Malgorzata Szumowska, una delle più importanti registe polacche odierne.

Le vicende sono quelle che riguardano il protagonista Jacek, grande appassionato di heavy metal che lavora in un cantiere posizionato sul confine fra Polonia e Germania. Proprio in questo cantiere verrà costruita quella che è destinata a essere la più grande statua di Gesù Cristo al mondo, persino più grande del monumento a Rio de Janeiro. Jacek ha intenzione di chiedere la mano di Dagmara, sua fidanzata con cui sta progettando un futuro insieme, ma un grave incidente sul luogo di lavoro cambia tutto ciò che aveva in programma. Per ricostruire il suo volto sfigurato, Jacek decide di fare "da cavia" per il primo esperimento di trapianto facciale nel suo Paese, attirando su di sé l'attenzione dei media e delle persone comuni, che lo idolatrano al pari di un eroe nazionale. Per Jacek, però, è sempre più difficile venire a patti con il suo nuovo volto e riconoscerlo ogni giorno.

Jacek, l'interprete, è un giovane uomo che suscita ansia, ilarità, sconcerto, non solo tra i familiari ma anche in tutto il paesino. Questo giovane, diverso dagli altri nel suo luogo natio e che vorrebbe trasferirsi in Inghilterra, offre uno sguardo impietoso sulla ristrettezza di orizzonti. All'inizio del film la sua famiglia, una tipica famiglia polacca cattolica, rappresenta la sua forza e la sua debolezza.

Jacek sopravvive ma se prima dell'incidente è un bel ragazzo, affascinante e pieno di vita, dopo l'intervento e le dimissioni ospedaliere, la famiglia e i compaesani faticano ad accettare il suo cambiamento. Sua madre crede addirittura che non sia affatto suo figlio o che sia posseduto dal demonio, tanto da chiedere l'intervento di un esorcista. Dagmara, la fidanzata è disgustata da quel viso che non è dell'uomo che amava e lo rifiuta. Il volto sfigurato di Jacek, Mug, "brutto muso", induce a riflettere sul significato di identità in rapporto all'apparenza.

In realtà, il discorso si può facilmente estendere a gran parte della società polacca, non ridurlo solo a quella della campagne, a cui, poi, fa da sfondo la vera storia della statua del Cristo più alta del mondo, e, ricorrendo sempre alle parole: "Faccio film su ciò che mi disturba della Polonia,
l'ipocrisia, l'aggressività, la mancanza di tolleranza e il fatto di girarsi dall'altra parte di fronte al diverso, al nuovo. Questi elementi erano presenti in tutti i miei film.
. So che certe cose non le posso combattere, ma posso prendermene gioco. Ho l'impressione che ne trarremmo tutti dei benefici, se, in Polonia, ridessimo di più e discutessimo di meno. È questo che intendo dire nel film: nonostante le avversità del fato e il comportamento dei famigliari, Jacek non si perde d'animo. Ciò che sta succedendo in Polonia mi preoccupa, mi addolora, mi riempie di ansia, ma se ne parlassi in questo modo nessuno vorrebbe ascoltarmi. Così ho scelto il black humour".


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